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Marzo 2009: Le grandi deliberazioni del Consiglio costituzionale

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L'opera consacrata alle « deliberazioni del Consiglio costituzionale », pubblicata alle edizioni Dalloz, è eccezionale per più di una ragione.


É, innanzitutto, la prima volta in Francia e senza dubbio al mondo , che una Corte Suprema pubblichi alcune sue deliberazioni nella loro integralità. Éanche il frutto di una fruttuosa collaborazione tra il Consiglio costituzionale e l'Associazione francese di diritto costituzionale. Le équipes che hanno avuto il privilegio di lavorare su questi documenti, di riportarli alla luce in un certo senso, hanno potuto farlo in tutta libertà. L'impegno collaborativo degli universitari investiti in questa missione, del servizio giuridico del Consiglio e del suo Segretario generale hanno permesso di portare a compimento quest'incarico confidato dal Presidente Debré.

Eccezionale per le condizioni della sua realizzazione, quest'opera lo è anche per il contenuto. Pagina a pagina, si svolgono gli avvenimenti topici della vita del Consiglio: l'insediamento, la rivoluzione di velluto del 1971, la riforma del 1974, l'alternanza del 1981: tutto è al suo posto, mentre il sipario si chiude, provvisoriamente, sugli anni posteriori al 1983. Le prossime edizioni permetteranno di spiegare le evoluzioni e le novazioni della giurisprudenza costituzionale, di scoprire nuove situazioni, nuovi personaggi, ma le regole di base dell'opera teatrale sono già scritte.
I giuristi e i politicanti dispongono di elementi che permettono di comprendere il cammino intellettuale, l'uso dei concetti, il peso delle circostanze che conducono a questa o quella decisione.É uno strumento insostituibile di spiegazione, allo stesso modo in cui i lavori parlamentari permettono di comprendere il senso e le ragioni di una disposizione legislativa. Nell'ora in cui il giudice occupa un posto determinante sul piano normativo, il parallelo non è fortuito. Certamente, le decisioni sono autosufficienti per enunciare il diritto, ma le deliberazioni permettono di sapere come si elabora questo diritto.

Leggere questi documenti è, peró, anche sentire il peso della storia vivente, ritrovare come in un film già visto le immagini del conflitto in Algeria, dei primi sviluppi della costruzione europea, dell'ORTF, della profonda controversia sulla depenalizzazione dell'aborto, dell'emergenza delle donne sulla scena politica...Da questo punto di vista, i muri dell'ala Montpensier del Palazzo reale sono permeabili ai rumori della storia, anche se i rapporti si sforzano di esserlo il meno possibile. I personaggi sono anche gli eroi di un'opera teatrale che contribuiscono a scrivere.
Le deliberazioni del Consiglio costituzionale sono documenti storici, ma anche documenti vivi, che mostrano, non solamente come si fabbrica una decisione o un parere, ma anche dei rapporti umani.

Questi documenti sono completati da analisi redatte dalle équipes che hanno spogliato questi archivi. Queste analisi permettono di seguire il filo rosso delle continuità, delle evoluzioni, più raramente delle rotture e di mettere in valore le specificità proprie ad ogni epoca. Il Consiglio si identifica , a poco a poco,come una giurisdizione vera e propria, che costituisce con perseveranza una giurisprudenza coerente. Uno dei grandi meriti di questa pubblicazione delle deliberazioni è anche di permettere di scoprire i riferimenti, assenti dalle decisioni, alle fonti ispiratrici di tale o tale giurisprudenza.

Libro di diritto, libro di storia , “Le grandi deliberazioni” costituisce un'illuminazione incomparabile sulle venticinque prime annate della Quinta Repubblica. Questo regime nato in un periodo di crisi s'installa progressivamente, mentre il diritto costituzionale emerge come disciplina maggiore del diritto pubblico, nutrendosi di tradizioni e principi propri a ciascun ramo del diritto, sottomettendo sempre questi diritti alle esigenze di cui la Costituzione è l'espressione.

Le prossime edizioni terranno conto di altre evoluzioni, di altri contesti. É, in ogni caso l'inizio di una storia e di un processo che ha appassionato gli autori di quest'opera.

Bertrand Mathieu
Professore all'Università Parigi 1 Panthéon-Sorbonne
Presidente dell'Associazione francese di diritto costituzionale