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Consiglio costituzionale

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Façade principale


Introduzione
Fondamenti Testuali
Composizione e Organizzazione
Competenze
Natura ed effetti dei Giudizi
Conclusione



Introduzione

Il Consiglio costituzionale è stato istituito dalla Costituzione della V Repubblica il 4 ottobre 1958. Essendo una istituzione recente, non ha precedenti nell'ordinamento costituzionale francese.


Il Consiglio costituzionale non è collocato al vertice di una gerarchia di organi giudiziari, ordinari od amministrativi. In questo senso non è una Corte suprema.

I - FONDAMENTI TESTUALI

Testi generali
  • Costituzione : Titolo VII articoli da 56 a 63 ed articolo 54 (Titolo VI) ;
  • Ordinanza n. 58-1067 del 7 novembre 1958 recante la legge organica sul Consiglio costituzionale, modificata dall'ordinanza n. 59-223 del 4 febbraio 1959, dalla legge organica n. 74-1101 del 26 dicembre 1974 e dalla legge organica n. 95-63 del 19 gennaio 1995 (Journal officiel del 9 novembre 1958, 7 febbraio 1959, 27 dicembre 1974 e 20 gennaio 1995) ;
  • Decreto n. 59-1292 del 13 novembre 1959 sugli obblighi dei membri del Consiglio costituzionale (Journal officiel del 15 novembre 1959) ;
  • Decreto n. 59-1293 del 13 novembre 1959 relativo all'organizzazione della Segreteria generale del Consiglio costituzionale (Journal officiel del 15 novembre 1959) ;
  • Decreto n. 2009-1123 del 17 settembre 2009 relativo agli archivi del Consiglio costituzionale (Journal officiel del 13 gennaio 2010) ;

Elezione del Presidente della Repubblica

- Legge referendaria n. 62-1292 del 6 novembre 1962 relativa all'elezione del Presidente della Repubblica con suffragio universale, modificata dalle leggi organiche n. 76-528 del 18 giugno 1976, n. 83-1096 del 20 dicembre 1983, n. 88-35 e 88-36 del 13 gennaio 1988, n. 88-226 dell'11 marzo 1988 e n. 90-393 del 10 maggio 1990, n. 95-62 del 19 gennaio 1995, n. 95-17 del 20 gennaio 1995 (Journal officiel del 7 novembre 1962, 19 giugno 1976, 21 dicembre 1983, 15 gennaio 1988, 12 marzo 1988, 11 maggio 1990, 21 gennaio 1995 e 22 gennaio 1995) ;

- Decreto n. 2001-213 del 8 marzo 2001 (Journal officiel del 9 marzo 2001) ;


Contenzioso elettorale-Decadenza-Incompatibilità
  • - Codice elettorale: articoli L.O. 136, L.O. 136-1, L.O. 151, L.O. 152, L.O. 186-1, L.O. 296 e L.O. 297 ;

II. COMPOSIZIONE E ORGANIZZAZIONE

1. COMPOSIZIONE

Il Consiglio costituzionale è composto da nove membri. Si rinnova per un terzo ogni tre anni. I membri sono rispettivamente designati dal Presidente della Repubblica e dal Presidente di ciascuna delle Assemblee del Parlamento (Senato e Assemblea nazionale). I Presidenti della Repubblica cessati dalla carica sono membri a vita di diritto del Consiglio costituzionale sempre che non occupino una funzione incompatibile con il mandato di membro del Consiglio, nel qual caso non possono farne parte.
Il Presidente del Consiglio costituzionale è designato dal Presidente della Repubblica tra i membri del Consiglio.
Il mandato dei consiglieri dura nove anni e non è rinnovabile. In caso di sostituzione di un membro impedito di completare il suo mandato, il mandato del supplente può essere prolungato per la durata di un mandato completo se, al termine del mandato del consigliere sostituito, il supplente non ha svolto le sue funzioni per più di tre anni.
I consiglieri prestano giuramento davanti al Presidente della Repubblica.
Nessun requisito di età o di professione è richiesto per divenire membro del Consiglio costituzionale. La funzione di consigliere è incompatibile con quelle di membro del Governo o del Consiglio economico e sociale, e anche con ogni mandato elettivo. Durante il loro incarico i membri del Consiglio non possono essere nominati a una funzione pubblica né ricevere promozioni non automatiche se sono pubblici funzionari.
I membri del Consiglio costituzionale possono dimettersi dalle loro funzioni. Possono essere destituiti in caso di incompatibilità o di incapacità fisica permanente constatata dal Consiglio costituzionale.

2. PROCEDURA

Il Consiglio costituzionale è una giurisdizione permanente, le cui sessioni seguono il flusso delle richieste di cui è investita. Esso si riunisce e giudica solo in seduta plenaria. Per la validità delle deliberazioni è richiesta la presenza effettiva di sette giudici. In caso di parità, prevale il voto del Presidente.
In materia di contenzioso elettorale, l'istruzione è affidata ad una delle tre sezioni, composta da tre membri designati a sorte, ciascuno dei quali nominato da un'autorità diversa. La procedura è scritta ed è basata sul principio del contraddittorio. Non è ammessa l'opinione dissenziente. Le discussioni e i voti espressi nelle sessioni e nelle sedute plenarie non sono pubblici né pubblicati.

3. ORGANIZZAZIONE

Un Segretario generale, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, dirige i servizi amministrativi e il servizio giuridico, composto da funzionari delle assemblee parlamentari, da magistrati ordinari o amministrativi o da universitari.
Un servizio di documentazione e di assistenza informatica assiste i lavori di ricerche giuridiche. Un servizio finanziario e una cancelleria, recentemente creata, completano l'organigramma. Al resto del personale sono affidati compiti di accoglienza, di segreteria, di ristoro e di trasporto.
Il Consiglio costituzionale gode di autonomia finanziaria; il suo Presidente ne stabilisce il bilancio, la cui dotazione è iscritta nel progetto di legge finanziaria al titolo "oneri comuni".

III - COMPETENZE

Le competenze del Consiglio costituzionale possono essere classificate in due categorie:

1) Una competenza giurisdizionale, che si articola in due contenziosi distinti:

a) un contenzioso normativo

E' astratto e facoltativo per le leggi ordinarie e gli impegni internazionali; obbligatorio per le leggi organiche e i regolamenti delle assemblee parlamentari. Il controllo si esercita per via d'azione dopo il voto del Parlamento ma prima della promulgazione della legge, della ratifica o della approvazione di un impegno internazionale e dell'entrata in vigore dei regolamenti delle assemblee. La richiesta facoltativa di giudizio può essere inoltrata su iniziativa di un'autorità politica (Presidente della Repubblica, Primo Ministro, Presidente dell'Assemblea nazionale o del Senato) o di sessanta deputati o di sessanta senatori.

b) un contenzioso elettorale e referendario

Il Consiglio costituzionale decide sulla regolarità dell'elezione del Presidente della Repubblica e delle operazioni di referendum, di cui proclama i risultati. Esso inoltre giudica anche sulla regolarità delle elezioni, sulla eleggibilità e sulla incompatibilità dei parlamentari.
I ricorsi al Consiglio in materia elettorale, largamente attivabili dagli elettori, hanno subito un considerevole incremento a seguito della approvazione della legislazione che disciplina e controlla il finanziamento delle spese elettorali di cui il Consiglio è giudice per i candidati alle elezioni parlamentari e presidenziale. Così, al 1° gennaio 1997, il Consiglio aveva reso 1.883 decisioni in materia elettorale a fronte delle 584 decisioni sul contenzioso normativo.

2) Una competenza consultiva

Il Consiglio costituzionale esprime un parere, quando è consultato ufficialmente dal Capo dello Stato, in occasione del ricorso all'articolo 16 della Costituzione nonché sulle decisioni prese in questo contesto.
Inoltre, il Governo chiede parere al Consiglio sui testi relativi all'organizzazione dello scrutinio per l'elezione presidenziale e per i referendum.

IV - NATURA ED EFFETTI DEI GIUDIZI

Tutte le decisioni sono redatte secondo un medesimo schema formale, comprendente i riferimenti ai testi applicabili e alle norme di procedura, i motivi (articolati in "considerants", "considerando", che analizzano i mezzi invocati e indicano i principi applicabili con riferimento alla domanda), un dispositivo finale diviso in articoli che enunciano la soluzione adottata.

1.- Tipi di decisioni

I differenti tipi di decisioni sono identificabili dalle lettere che seguono il numero di ruolo e che precedono la data.
Si distinguono:

- le decisioni legate al contenzioso elettorale delle elezioni parlamentari per le quali sono menzionate le iniziali delle camere "AN" (Assemblée Nationale) o "S" (Sénat) e i riferimenti alla circoscrizione o al dipartimento ;
- le decisioni che riguardano la ripartizione delle competenze tra potere legislativo e regolamentare sono contraddistinte dalle lettere "L" (déclassement législatif) o "FNR" (fin de non recevoir, cioè esame in corso di formazione della legge);
- infine, le decisioni relative al controllo di costituzionalità delle norme sono classificate "DC" (contrôle de conformité, controllo di conformità alla Costituzione).

2.- Effetti giuridici delle decisioni

Le decisioni sono vincolanti per i pubblici poteri e per tutte le autorità amministrative e giurisdizionali. Esse sono inoppugnabili. L'autorità di cosa giudicata non è legata soltanto al dispositivo ma anche ai motivi che ne rappresentano il fondamento necessario. In materia elettorale, il Consiglio costituzionale ammette però i ricorsi per la rettifica di errore materiale.
Le decisioni relative al controllo di conformità possono condurre alla censura totale o parziale della legge ma non al suo annullamento, in quanto sono pronunciate prima della promulgazione, atto giuridico che ne determina l'applicazione.
L'effetto delle decisioni in materia di contenzioso elettorale varia, andando dall'annullamento dei bollettini a quello delle stesse operazioni elettorali, e può comportare la dichiarazione di ineleggibilità di un candidato e/o la destituzione d'ufficio di un eletto.

3.- Pubblicazione

Le decisioni sono notificate alle parti e pubblicate, eventualmente con il testo della richiesta parlamentare ed i commenti del Governo, sul Journal officiel de la République Française (Lois et décrets).
Una raccolta annuale delle decisioni è pubblicata sotto l'alto patronato del Consiglio circa tre mesi dopo la scadenza dell'anno di riferimento. Essa comprende il testo integrale delle decisioni (non dei pareri), una tavola analitica nonché la traduzione in inglese (dal 1990) ed in spagnolo (dal 1995).
Il Consiglio costituzionale publica inoltre la rivista " Les cahiers du Conseil constitutionnel " e ha un sito Internet.

CONCLUSIONE

Da gennaio a marzo 1994, nell'arco di tre mesi, il Consiglio costituzionale ha reso tante decisioni a titolo di controllo di costituzionalità delle norme quante dal 1958 al 1974, cioè a dire nell'arco di venticinque anni.

Questo notevole incremento è stato determinato essenzialmente dal concorso di due fattori:

- in primo luogo, un fattore giurisprudenziale, in quanto nel 1971, traendo spunto da un giudizio sul diritto di associazione, il Consiglio ha deciso di ricomprendere come parametri costituzionali il testo del Preambolo della Costituzione e, di riflesso, quello della Costituzione del 1946 e la Dichiarazione dei diritti dell'Uomo e del cittadino del 1789. Questo progresso giurisprudenziale consacra il ruolo del Consiglio come garante dei diritti e delle libertà.

- in secondo luogo, un fattore costituzionale, da quando nel 1974 una riforma costituzionale ha esteso il diritto di ricorso, fino ad allora riservato all'esecutivo ed ai presidenti delle assemblee, a una minoranza di parlamentari.

BIBLIOGRAFIA

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- Le Conseil constitutionnel, juge électoral / Jean-Pierre Camby.- 5e édition.- Paris : Dalloz, 2009.- 294 p.

- Droit du contentieux constitutionnel / Dominique Rousseau.- 8e édition.- Paris : Montchrestien, 2008.- 544 p.

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- Contentieux constitutionnel français / Guillaume Drago.- 2e édition.- Paris : PUF, 2006.- 759 p.

- Le Conseil constitutionnel / Pierre Avril, Jean Gicquel.- 5e édition.- Paris : Montchrestien, 2005.- 156 p.

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- La jurisprudence du Conseil constitutionnel / Bruno Genevois.- Paris : S.T.H., 1988.- 406 p. [épuisé].